Abbigliamento gender neutral

Data di pubblicazione:02 Dicembre 2018
By Mancini

Arrivano le collezioni senza differenze di genere

Le prime furono, nel 2013, due designer statunitensi, Eva St. Clair e Rebecca Melsky. Le due stiliste realizzarono abiti per bambine con stampe di simboli matematici e ninja, per combattere contro l’egemonia del rosa: “un tipo diverso di bambina, perché le bimbe non dovrebbero decidere tra vestitini e dinosauri, tra volant e robot.” Oggi si parla di linea neutra, e non unisex. Ma cosa vuol dire davvero?

Linea abbigliamento bambini neutral

L’idea che ispira la moda gender neutral è la volontà di abbattere gli stereotipi di genere, suggerendo che il criterio d’acquisto non deve essere legato all’appartenenza al genere femminile o maschile ma solo a ciò che piace. Si tratta di un pensiero che sostiene la non-differenza tra i sessi e che sta avendo molto riscontro in Gran Bretagna, non solo nell’abbigliamento per bambini. Come abbiamo detto, già cinque anni fa si era aperta una breccia “gender” nel settore moda.Nel 2016 fu un colosso come Zara a lanciare una collezione di abbigliamento unisex rivolta agli adulti chiamata Ungendered. Il gusto personale viene quindi affermato come unica linea guida. La libertà di scegliere senza limitazioni di genere sarebbe fondamentale nella scelta dei giochi e anche nell’abbigliamento. E’ giusto cancellare queste differenze? Significa facilitare un percorso di crescita e di scelta sessuale o solo confondere e complicare le cose?

Celin Dion e il gender neutral

Sta dividendo l’opinione pubblica il lancio di una nuova linea di abbigliamento infantile che vede come stilista e promoter Celine Dion. Al suo fianco un brand israeliano chiamato NuNuNu e fondato da Iris Adler Tali Milchbergand. Questa casa di moda nasce con l’intento di liberare i bambini dalla costrizione del rosa e dell’azzurro, colori che impongono una definizione di ruolo su persone ancora troppo piccole per decidere il proprio futuro sessuale. Celine Dion ha dichiarato: “CelineNUNUNU è una linea che lascia che i bambini siano liberi dagli stereotipi esteriori e dalle norme, così da poter far nascere le loro preferenze dall’intimo. Li aiutiamo a essere liberi, creativi, ispirati, rispettosi di ciascuno e felici nel mondo”. Nello spot lancio la cantante si reca in una nursery e dice: “I nostri figli non sono davvero nostri, perché noi siamo solo dei collegamenti in quella catena infinita che è la vita. Per noi sono tutto, ma a dire il vero noi siamo solo una piccola parte del loro universo. Noi? Rimpiangiamo il passato. Loro? Sognano il domani. Noi dobbiamo accompagnarli al futuro, ma la strada che prenderanno è una loro scelta.” Ed ecco che i bambini, cosparsi di polvere brillante diventano tutti bianchi e neri, cancellando la dicotomia rosa e azzurro. Il video si conclude con l’arresto della “sovversiva”, aspetto che allude alla rivoluzione di questa nuova teoria.

Neutrale è meglio?

E voi cosa ne pensate dello stile neutrale? È giusto non identificare l’abbigliamento bambina con fiocchi, paillettes, glitter e principesse? Accettereste di rinunciare a macchinine e supereroi per la moda bambino? Insomma gender neutral è meglio o no? Sin ad oggi dichiarare ai propri figli sin da subito l’appartenenza ad un genere che li differenziava da quello opposto era la norma. Il futuro è un popolo di bambini senza sesso? Liberi di decidere col tempo cosa vogliono essere? Il genere è una cosa e la sessualità è un’altra, non dovremmo educarli semplicemente a vivere liberamente la loro sessualità pur avendo ben chiaro a quale genere appartengono? Intanto godetevi lo spot dea nuova linea di abbigliamento bambino CelineNUNUNU”

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