Ponte lungo, come gestire il rientro a scuola?

Data di pubblicazione:26 Aprile 2019
By Mancini

Capricci, tristezza, paura dell’abbandono. Cosa provano davvero i nostri figli?

Il rientro a scuola dopo una lunga sosta è sempre difficile per gli adulti figuriamoci per i bambini. Dopo il lungo ponte di Pasqua e 25 aprile, e per alcuni, anche del 1° maggio, non sarà semplice ricalibrare i bambini sui ritmi scolastici. Il caldo e la primavera poi, non aiutano. Dietro questi capricci, però, potrebbero nascondersi dei malesseri veri ed è importante saperli gestire.

Cosa provano i bambini al rientro a scuola

Spesso i capricci, i pianti e le proteste nascono da una vera e propria “ansia da prestazione”. Tornano le regole, le imposizioni ma soprattutto la necessità di dare il massimo e di confrontarsi con gli altri bambini. In questo può essere di aiuto un calendario ricompensa, dove ogni giorno il bambino riceve un premio per ogni sua buona azione. Questo non deve mai pregiudicare però il vostro affetto e il bambino deve essere sempre certo che, qualsiasi cosa accada, lo ameremo sempre incondizionatamente. Allo stesso modo, se vi doveste accorgere che vostro figlio ha l’ansia da rientro bisogna essere quanto mai presenti al suo fianco. Ai bambini rassicura anche solo sapere che i loro genitori ci sono, sono lì per loro e li sosterranno qualsiasi cosa succederà. La vicinanza non deve però ridurre la loro autonomia, per esempio nei compiti è buona abitudine lasciare la responsabilità ai figli, affiancandoli solo nelle materie più difficili.

Bambini, cosa rende difficile il rientro a scuola?

Prevalentemente a destabilizzare i bambini durante le vacanze sono due fattori:
  • La mancanza di regole e responsabilità
  • La mancanza di orari rigidi
Ritornando a scuola si ritorna a essere giudicati e a sentirsi sotto pressione sia da parte delle maestre che dai genitori. Questo può manifestarsi sotto forma di mal di pancia e dissenteria, vomito o pianto e mal di testa.

Come aiutare i bambini che tornano a scuola

Educare i bambini alle emozioni può essere un valido aiuto per loro. Sicuramente una cosa fondamentale da poter fare è indagare i motivi del capriccio. Parlando con loro si potrebbero capire meglio i motivi, il bambino potrebbe sentirsi più compreso e accolto. Non solo, parlarne potrebbe aiutare anche i genitori a scoprire molto più del mondo interiore del proprio figlio. Accompagnarli a scuola condividendo con il bambino pensieri ed emozioni circa le attività della giornata, è un altro modo per aiutarlo a metabolizzare il tutto. Il tempo con loro è il premio migliore per avere affrontato la giornata senza “capricci”. Fare un’attività con loro nel fine settimana o al rientro a scuola lo farà sentire gratificato. Preparalo al rientro è un modo per far riabituare il bambino alla routine giornaliera scolastica. E’ importante incominciare a parlarne con lui qualche giorno prima. I bambini hanno bisogno di routine e di stabilità e questo potrebbe aiutare. Se vostro figlio, poi, presenta sintomi fisici per il disagio da rientro scolastico, cercate di ascoltarlo e di non sottovalutarli, solo così si sentirà capito, non giudicato ed ascoltato. Vedrete che così spariranno prima del tempo.

Leave a comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: