Il tuo bambino ha paura dell’acqua? Scopri come aiutarlo

Data di pubblicazione:12 Giugno 2019
By Mancini

Non ti arrabbiare e non ridicolizzarlo, ecco cosa fare contro la paura dell’acqua

Non è raro assistere in spiaggia a scene di panico tra i bambini che vengono invitati o costretti a d approcciarsi all’acqua. In genere la paura si scatena tra i 4 e i 5 anni per poi sparire con la pubertà. Spesso questa fobia si scatena anche in piscina con il bambino che preferisce tenersi ben lontano dal bordo e godersi i suoi giochi sul lettino. Ma come nasce questo timore e come affrontarlo?

Le cause della paura dell’acqua

La temperatura fredda e il trovarsi di fronte a una distesa d’acqua senza limiti possono intimorire i più piccoli. La vastità degli spazi e l’incapacità di gestire una situazione per loro complessa, non fa sentire i bambini a proprio agio. L’idrofobia può essere anche la conseguenza di un’esperienza negativa avuta con l’acqua: l’aver rischiato di affogare, aver bevuto, essere andato sott’acqua con la testa, avere bruciore agli occhi, non toccare il fondale con i piedi, aver paura dei pesci. Potrebbero però anche non esserci cause specifiche ed la paura può essere il frutto di un’irrazionale paura generalizzata. Ovviamente i bambini impauriti dall’acqua avranno il rifiuto di imparare a nuotare e non vorranno andare al mare o in piscina in estate o, come minimo, non vorranno bagnarsi.  Quello che è certo è che si tratta di una fobia a tuti gli effetti e non di un capriccio. Alla luce di questo è necessario sapere che forzarlo non aiuta, anzi peggiora la situazione. Se non vuoi che la paura si trasformi in un trauma che duri nel tempo, allora segui qualche consiglio su come agire.

Come aiutare il bambino che ha paura dell’acqua?

Innanzitutto mantieni la calma. Il bambino ha bisogno di sentire tranquillità intorno a sé, sentirsi rassicurato, con la certezza che tu sarai sempre accanto a lui e che lo aiuterai se ne avrà bisogno. Far percepire la tua paura e la tua insicurezza può essere deleterio per il bambino, meglio a questo punto che ad accompagnarlo in acqua sia un’altra persona. Mai spingerlo in mare o in piscina, se pensi di sbloccarlo scherzando o con una di quelle operazioni “via il dente, via il dolore” sappi che questi mezzi possono risultare talmente traumatici da comportare conseguenze irreversibili. Intanto è importante cominciare per gradi con i primi contatti sul bagnasciuga, giocando con la sabbia per poi arrivare all’acqua magari ben protetti in un canotto o in una piscina gonfiabile. È importante mostrargli direttamente che l’acqua non è pericolosa, che capiamo il suo disagio e che siamo lì per sostenerlo. Prediligi le ore calme del mattino o del tardo pomeriggio quando il mare è più calmo o la piscina è meno frequentata. Può aiutare la presenza di suoi amici e cugini che hanno familiarità con l’acqua, oppure prenderlo in braccio e fargli vedere che il mare non è pericoloso immergendoti con lui.

I giochi sotto l’ombrellone

Anche i giochi sotto l’ombrellone possono aiutarlo a familiarizzare con l’acqua. Mentre giocate a costruire un castello di sabbia prova a convincerlo che sia meglio spostarsi a riva. A questo punto può essere utile parlargli del mare, mostragli conchiglie, granchi e sassi. Del tutto casualmente potrai avvicinarti all’acqua, sederti a terra e lasciarti lambire dalle onde. Il bambino assisterà a questo gesto naturale e potrebbe spontaneamente avvicinarsi. Anche giocattoli gonfiabili e galleggianti possono essere un valido supporto. Gettandoli a riva e giocandoci il bambino potrebbe dimenticare per un attimo di trovarsi in un luogo per lui pericoloso e lasciarsi distrarre dalle dinamiche del gioco. Per questa estate perciò armati di pazienza, amore, tanti giochi e una buona dose di glamour con i costumi da mare #Mancinijunior! Guarda la collezione  

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