Burberry il tartan più famoso al mondo

Data di pubblicazione:19 Luglio 2019
By Mancini

Trench coat, gabardine e print check

-homas Burberry, un nome, un mito del mondo della moda. Ma chi era quest’uomo e come è riuscito a trasformare la sua attività da produzione di abiti da lavoro in maison del lusso? Scopriamo la storia di un brand che ha fatto la storia con il suo tartan e non solo…

La storia di Thomas Burberry

Figlio di un agricoltore, Thomas Burberry si appassionò all’arte della sartoria lavorando come apprendista in un negozio di stoffe e tessuti. Era nato nel 1835 a Brockham Heel, un piccolo villaggio inglese a sud di Londra, e capì subito l’importanza di realizzare abiti da lavoro adeguati all’uso e resistenti, soprattutto per i contadini come suo padre. Da questa intuizione nacque nel 1856, quando aveva solo 21 anni, il suo primo negozio, “Burberry & Sons” a Basingstoke, nell’Hampshire. Il successo dei suoi capi da lavoro, resistenti ma allo stesso tempo dal design curato, crebbe a dismisura. Burberry fu uno dei primi sarti ad unire i concetti di bellezza e funzionalità nelle sue creazioni. E questa non fu la sua unica idea brillante: nel 1879 inventò la Gabardine, un innovativo tessuto realizzato con lana, cotone e fibre miste, ben compatto ma traspirante e soprattutto impermeabile. Questo tessuto fu una vera e propria rivoluzione nell’abbigliamento contro le intemperie che caratterizzano il clima inglese e venne brevettata nel 1888. Successivamente l’esploratore polare norvegese, zoologo e vincitore del premio Nobel per la pace, il dott. Fridtjof Nansen, la utilizzò per una spedizione nel circolo polare artico.

Il logo, il negozio di Londra e il trench!

Il successo del suo tessuto gli regalò un enorme notorietà. La fama gli permise di aprire il suo primo negozio a Londra nel 1891, cambiando nome in “Burberrys”. Qualche anno dopo, nel 1901, l’azienda organizzò un concorso pubblico per la progettazione di un nuovo logo per il marchio. A vincere fu un’opera che si ispirava alle armature del XIII e XIV secolo esposte alla Wallace Collection di Londra: nasce il marchio del cavaliere equestre. Intanto le proprietà impermeabili e resistenti della gabardine lo resero noto anche presso la famiglia reale che gli commissionò la realizzazione delle divise dall’esercito britannico per le guerre boere e per il primo conflitto mondiale. Proprio per i soldati di trincea Burberry aveva ideato il trench coat, realizzato su commissione della Corona nel 1912. Il primo modello fu il Tielocken, senza bottoni e con una cintura in vita. Aveva spalline ed anelli a D sulla cintura, utili per appendervi la piccola attrezzatura ed era lungo fin sotto le ginocchia per riparare dalle intemperie. Divenuto ormai simbolo di comodità e praticità, il trench coat negli anni venti venne identificato come il capo sportivo per eccellenza.

Il successo del trench e del tartan

Sarà il cinema a trasformare il capo di Burberry in una vera e propria icona del ventesimo secolo. Indossato da Greta Garbo, Gloria Swanson, Bette Davis e Audrey Hepburn dentro e fuori dal set, il trench coat venne consacrato da Humphrey Bogart nel film “Casablanca“ nel 1942. Già negli anni ’20 però il modello Check trench coat prevedeva l’interno in tartan. Il disegno classico consiste in una base color crema su cui si intrecciano delle linee di colore nero, bianco e rosso che formano dei quadrati. Questo motivo venne presto utilizzato anche per il design di accessori e altri capi del brand, tutt’oggi in produzione. Negli anni 2000 il marchio inglese andò oltre il mondo dell’abbigliamento conquistando settori come quello della cosmesi e dell’accessorio. Nacquero così fragranze, borse, foulard, scarpe e cappelli rigorosamente in motivo tartan.

La linea Buberry kids

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