Vivacità o iperattività?

Data di pubblicazione:21 Settembre 2019
By Mancini

ADHD come diagnosticare il disturbo

L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un deficit dell’attenzione che si configura come un vero e proprio disordine/disturbo psichico. Ogni genitore ha paura che il proprio figlio possa avere disturbi di tipo fisico o psichico è l’iperattività è uno di quelli più difficili da individuare. Intanto niente paura anche per questo disturbo esistono terapie e soluzioni. La vivacità e la voglia continua di giocare caratterizzano tutti i  bambini per cui distinguere questo aspetto dall’iperattività non è semplice. In alcuni casi, infatti, il costante movimento e il desiderio di giocare o agire derivano dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Studi recenti dimostrano che si tratta di un disturbo molto diffuso che colpisce circa il 4% dei bambini in età scolare e prescolare, in particolare i maschi. Cosa possiamo fare per capire in tempo se nostro figlio ha bisogno di aiuto?

Cos’è l’ADHD

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività è stata definita come tale circa venti anni fa negli Stati Uniti. L’ADHD è un disturbo neuro-psichico causato dall’alterazione di alcune aree del cervello: la corteccia prefrontale destra e i due gangli basali, che risultano essere più ristretti. Questo non comporta alcuna disabilità intellettiva ma piuttosto una difficoltà nell’autocontrollo e l’incapacità di mantenere l’attenzione per un tempo prolungato. Il cervello di un bambino iperattivo è quotidianamente bombardato da impulsi e informazioni che cerca di elaborare ma che lo rendono impulsivo, disordinato, poco attento e ipercinetico. Una delle cose che balzano immediatamente agli occhi è la loro difficoltà a rimanere seduti, il loro essere sempre intenti in mille attività per poi concluderne pochissime. Il bambino affetto da ADHD è infatti un soggetto che potremmo definire “inconcludente”: i giochi come i compiti, infatti, risultano difficilissimi da portare a termine.  

Bambini iperattivi, le cause

Secondo un recente studio, l’uso dello smartphone potrebbe causare iperattività e deficit di attenzione, tipici della sindrome ADHD. Lo Studio, presentato alla conferenza “Computer human interaction” in California, è stato condotto da Kostadin Kushlev, psicologo e ricercatore della University of Virginia dimostra come l’uso del cellulare senza limiti facesse comparivano nel campione studiato chiari segni di ADHD.  “Anche se non si può dire che lo smartphone causi l’ADHD – conclude Kushlev – di certo favorisce la comparsa di sintomi simili a quelli tipici del disturbo. Non esiste in generale una causa scatenante il disturbo, vi sono concause sicuramente rilevanti come:
  • La nascita prematura;
  • L’uso di alcol e tabacco da parte della madre (la nicotina causa ipossia nel feto);
  • L’esposizione ad elevate quantità di piombo nei primi anni di vita;
  • Infezioni contratte dalla madre nel periodo pre-peri e post natale;
  • Lesioni cerebrali.

Iperattività: ecco i sintomi

Abbiamo già detto che diagnosticare la ADHD non è semplice poiché molto borderline con le caratteristiche di un bambino particolarmente vivace. Alcuni campanelli d’allarme possono essere:
  • La distrazione. Essa si manifesta, in genere, come scarsa cura per i dettagli, facilità a dimenticare le cose, difficoltà a portare a termine un’attività e a concentrarsi su una cosa e dimenticare di svolgere anche attività importanti.
  • L’impulsività difficoltà a stare fermi anche da seduti, essere sempre in azione, incapacità di rimandare nel tempo la risposta ad uno stimolo. Per impulsività si intende anche l’incapacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni (possono lasciarsi coinvolgere in attività pericolose senza avvertirne i rischi).
  • L’iperattività, parola chiave del disturbo, si identifica con l’incapacità a stare fermi, il parlare senza sosta, l’essere molto impazienti e avere difficoltà ad attendere qualcosa che si vuole o il proprio turno di gioco.

Come gestire un bambino iperattivo

Sgridarli non serve. Il bambino iperattivo ha un vero e proprio disturbo psichico, riprenderli li farebbe sentire insicuri e isolati. Comportamenti utili sono il mostrarsi fermi nelle richieste che gli rivolgiamo e chiedere loro una cosa per volta. Le regole devono essere poche, semplici e ben delineate in modo che i bimbi sappiano esattamente cosa fare e riescano a concentrarsi al meglio sull’obiettivo da raggiungere. Frasi intimidatorie o sarcasmo peggiorano la situazione  poiché i bambini iperattivi interpretano alla lettera ciò che gli viene detto e la frase verrà accolta come una sfida. Parlare piano e con poche parole aiuta la loro comprensione come anche chiedere se hanno capito, ed eventualmente ripetere il discorso (ricordate che sono costantemente distratti). Può essere utile anche un sistema di privazione/ricompensa per cui quando portano a termine un compito si può premiarli, diversamente gli verrà sottratto un gioco o un oggetto a lui caro. Questo metodo consente infatti al bambino di cogliere il nesso tra causa ed effetto.  

ADHD chiediamo aiuto agli esperti

Chi può effettivamente diagnosticare questo tipo di disturbo è il neuropsichiatra infantile. Secondo il DSM IV, per effettuare diagnosi di ADHD è necessario:
  • Che manifesti i disturbi in ogni contesto prima dei 7 anni e per almeno 6 mesi
  • Valutare sempre il livello cognitivo del bambino e la sua capacità di comunicare.
La diagnosi di ADHD si basa essenzialmente sull’osservazione e la raccolta di informazioni fornite da fonti multiple e diversificate quali genitori, insegnanti, educatori.

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