I bambini e la lettura

Data di pubblicazione:06 Novembre 2019
By Mancini

«Un bambino che legge sarà un adulto che pensa»

La potenza di questa frase dello psicologo statunitense Jerome Bruner può ispirare le future generazioni, sia di genitori che di figli. È un bellissimo messaggio che va oltre lˈimportanza della lettura. Scopriamone di più!

Leggere è un gioco da ragazzi

Un bambino che legge sarà per sempre libero. Leggere ci aiuta a pensare e pensare ci rende liberi, quindi se a tuo figlio piace passare il tempo leggendo, è positivo che continui a farlo. Di fatto, sarà il modo più efficace perché comprenda le situazioni, le opinioni e i comportamenti più svariati che la vita possa offrire: di sicuro il bambino si formerà in termini di tolleranza, rispetto e solidarietà. In questo post parliamo dei bambini e la lettura ma leggere a qualsiasi età è sempre sinonimo di arricchimento culturale. Che poi siano proprio i più piccoli della società a farlo, i nostri figli, è garanzia di un futuro migliore. Perché? C’è più di una ragione, vediamone alcune:
  1. Un bambino che legge diventerà un adulto con idee personali e un modo di pensare solido, in grado di mettere in discussione ciò che lo circonda e di capire più facilmente il suo posto nel mondo.
  2. Un bambino che legge sarà un adulto in grado di pensare, perché non cˈè dominio di conoscenza più ampio di quello che ci offrono i libri. Quando leggiamo, ci alimentiamo dellˈimmaginazione e del ragionamento che altre persone hanno depositato nelle pagine bianche. Siamo ancora più ricettivi quando ci apriamo a questo mondo: i bambini, senza pregiudizi, sono capaci di leggere con tutta una gamma di emozioni senza nasconderle. Impariamo da loro!
Potremmo interpellare psicologi, educatori e altri esperti del settore: ci daranno conferma dellˈimportanza della lettura. Leggere è come un gioco che stimola lˈimmaginazione e la curiosità, ha la possibilità di farci conoscere nuovi mondi e nuove storie.

I bambini e la lettura in Italia

Purtroppo l’Italia è uno dei Paesi europei in cui si legge di meno, secondo i dati dellˈindagine Istat presentata a “Tempo di libri”, Milano. Dai dati emerge che il 23,7% di chi non legge preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 15,9% ha motivi di salute che allontanano dalla lettura e il 9,1% è troppo stanco per aver svolto altre attività. Il motivo economico è scelto invece dallˈ8,5% dei non lettori. Televisione, radio, pc, cinema hanno la prevalenza sui libri per il 6,5% dei non lettori. Dati insomma non esattamente positivi ed esaltanti soprattutto per quanto concerne lˈanalisi dei dati su bambini non lettori. E allora inventiamoci dei modi per alimentare questa passione. Care mamme leggere con i nostri figli non è forse unˈottima opportunità per ritagliarvi uno spazio tutto vostro? Talvolta è unˈinteressante occasione per inventare nuove storie e tener sempre viva la curiosità. Di seguito alcuni consigli di cui fare tesoro per invogliarli a leggere e, perché no, mettere un poˈ da parte lˈelettronica e quegli schermi sempre accesi.

Consigli per far leggere i bambini

Ecco alcuni consigli per migliorare il rapporto tra i bambini e la lettura
  • Creare un ambiente o una modalità che faccia affezionare il bambino e che apra le porte alla fantasia.
  • Scegliere un libro che sia interessante per il bambino.
  • Se non interessa non obbligare il bambino a finire il “compito”, potremmo ottenere lˈeffetto contrario.
Mancini Junior vi suggerisce alcune interessanti letture per i più piccoli:  
  1. Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe;
  2. Italo Calvino, Il cavaliere inesistente;
  3. Il lupo, ed. Gribaudo.
  Umberto Eco sosteneva che «chi non legge, a 70 anni avrà vissuto solo la propria vita, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni: cˈera quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava lˈinfinito…» perché la lettura è immortalità. Lasciamo sempre una porta aperta su questa magnifica esperienza.

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