Gucci: un viaggio nella storia del brand

Data di pubblicazione:12 Febbraio 2020
By Mancini

Cenni storici

La maison Gucci nasce nel 1921 quando Guccio Gucci torna a Firenze dopo aver lavorato in alcuni hotel di lusso tra Parigi e Londra. Egli inizia ad inaugurare, uno dopo l’altro, piccoli negozi di pelletteria, dedicando una parte del suo lavoro ad articoli da viaggio e per l’equitazione. Da qui i riferimenti sempre presenti all’ambito equestre: il morsetto e la staffa prima, un nastro verde-rosso-verde ispirato al sotto-pancia della sella poi. Rimanendo sempre fedele alle tipiche pelli fiorentine. La fama di Gucci si espande presto e, nel 1938, insieme ai figli Aldo, Francesca e Rodolfo apre alcune boutique anche a Milano e a Roma. Nel 1945 la Gucci diventa una s.r.l. e comincia ad esportare negli Stati Uniti, dopo essersi affermata in Europa: Aldo e Rodolfo ampliano ulteriormente gli orizzonti della società nel 1953, aprendo il primo punto vendita a New York. Scopriamo tutte le curiosità sulla casa di moda Gucci con Mancini junior.

I pilastri della collezione

Negli anni 50 iniziano a prender vita i capisaldi della collezione che rappresentano ancora oggi il marchio di fabbrica del brand, vediamoli insieme:
  • 1947: la Bamboo Bag, la prima borsa con il manico in bambù. Ispirata nelle forme alla sella da cavallo ma con un dettaglio povero in bambù nato per sopperire alla carenza di pellame nel dopoguerra. Allo stesso tempo la sua particolarità esotica serviva ad alimentare il bisogno di evadere e viaggiare in mondi lontani.
  • 1953: arriva il mocassino con il morsetto.
  • 1966: il foulard Flora era al collo di Grace Kelly. Da questo momento il sole – ogni giorno – sorge e tramonta a Firenze : Audrey Hepburn, Jackie Kennedy e Maria Callas vestono Gucci.
Negli anni 90, però, la casa di moda è sull’orlo della bancarotta e a trasportarlo un’altra volta nell’Olimpo dell’alta moda è Tom Ford. Sensuale e rivoluzionaria, la donna di Tom Ford cavalca come una valchiria le passerelle e le copertine. Quando giunge al termine la storia d’amore tra Gucci e Tom Ford, è Frida Giannini a salire al trono della maison per circa dieci anni. Nel 2015 le succede  Alessandro Michele, il suo braccio destro, diventando il nuovo direttore creativo.

Il suo mondo immaginario

Dalla prima sfilata nel 2015 ad oggi è stato un crescendo di successi. Alessandro Michele crea un mondo immaginario unico, contaminato dalle sue passioni. Nelle sue vetrine vediamo abiti, cinema, scarpe, musica, letteratura, maschere e filosofia. Come per le sue creazioni, anche il modo di comunicare il mondo Gucci è cambiato con il suo arrivo. Street art al posto di cartelloni pubblicitari, quadri rinascimentali su Instagram per lanciare la nuova linea beauty, un museo: il “Gucci Garden”, boutique e ristorante stellato. La riuscita del suo lavoro viene ulteriormente confermata nel 2017 quando il «Time» lo include come unico italiano tra i “100 most influential People”. Oggi Gucci è la seconda casa di moda più venduta dopo Louis Vuitton. Vanta circa 300 negozi in tutto il mondo e all’interno del suo gruppo include Saint Lauren, Boucheron, Bottega Veneta, Alexander McQueene Balenciaga.

Logo: disegno di un successo internazionale

Ma veniamo al logo: nel 1960 Aldo Gucci, proprio uno dei tre figli di Guccio, disegna il simbolo con le due “G” incrociate (chiaro riferimento alle iniziali del fondatore). Tale segno grafico, non ancora diventato il marchio dell’azienda, viene riproposto in diverse fogge: fuse in un cerchio, contrapposte, invertite e in forma astratta. Nel 1971 sarà composto con un carattere graziato. Solo nel 1992, con la direzione artistica di Alessandro Michele, comparirà ufficialmente nel marchio aziendale il simbolo della doppia “G”. Fino ad allora era stato utilizzato solo come griffe sulle borse, calzature e cinture. A partire dal 1998 la comunicazione ufficiale sarà affidata al solo logotìpo composto con carattere graziato lapidario, molto spaziato. È con questo marchio che l’azienda si presenta nel mondo come espressione distintiva del “made in Italy”. Nel 2019 il nuovo monogramma Gucci impreziosisce gli accessori come gioielli e borse; presenta le due G sovrapposte e rivolte entrambe a destra.

Gucci: non solo moda

Gucci è sempre stata un’azienda molto attiva nel campo della solidarietà e degli aiuti benefici. Dal 2005 ha un partenariato con l’UNICEF, a cui dona periodicamente una percentuale dei suoi ricavi dalla vendita di prodotti messi in commercio proprio per sostenere l’organizzazione e le campagne che porta avanti. In cinque anni Gucci ha donato all’UNICEF qualcosa come 5 milioni e mezzo di euro, oltre a essersi distinta come la più grande società che abbia sostenuto importanti progetti come “Schools for Africa” del 2004. Nel febbraio 2013, la società ha lanciato il “Chime for Change”, un’organizzazione benefica che sostiene la campagna globale contro la violenza sulle donne. Nel luglio 2013, l’attivista Lydia Emily fu incaricata da Gucci di dipingere un murale nello Skid Row di Los Angeles, un’immagine che raffigura una donna – Jessica – sopravvissuta al traffico di esseri umani. Se la storia di questo brand tutto italiano ti ha affascinato, lo faranno ancor di più le nuove collezioni. Dai uno sguardo online o passa a trovarci in negozio… ti aspettiamo!

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