Coronavirus e bambini

Data di pubblicazione:05 Marzo 2020
By Mancini

Come il virus colpisce i più piccoli e come proteggerli

Il Coronavirus sta condizionando le nostre vite in maniera determinante. Siamo più spaventati ed evitiamo il contatto umano al di fuori del nucleo familiare. La chiusura delle scuole, decisa in queste ore, ci preoccupa ancora di più. Ma come si comporta il virus con i più piccoli e come possiamo proteggere i nostri figli? Ecco alcuni dati che possono rassicurarci in merito.

Il coronavirus e i bambini, qualche dato

Nell’epidemia di Covid-19 in corso il numero di infezioni tra i bambini e i ragazzi è di gran lunga inferiore rispetto a quanto avviene in altri contesti epidemici. “Anche a Wuhan, epicentro dell’epidemia, non si è ancora registrato un solo decesso tra i bambini sotto i 10 anni, e anche i casi di contagio in questa fascia di età sono sorprendentemente rari”. La fonte di questi dati è Unicef, oggi impegnata a sostegno dei bambini e delle famiglie cinesi colpite per prime da questa terribile epidemia. I virus appartenenti alla famiglia dei coronavirus sono responsabili di circa 1/5 delle polmoniti virali, e la polmonite è tuttora la prima causa diretta di mortalità infantile a livello globale. A essere a rischio sono soprattutto i neonati e i bambini sotto i 2 anni di età, a causa della fisiologica immaturità del sistema immunitario. I bambini immunodepressi sono esposti a un rischio particolarmente elevato. Ciononostante raramente questo virus si manifesta in forma severa sui più piccoli. In Italia, si contano tra i bambini appena 8 infezioni (tutte con effetti lievi).  

Perché il virus sembra risparmiare i più piccoli?

Non è dato sapere perché il virus si manifesti in forma silente nei bambini o comunque in maniera lieve. Una delle ipotesi è che siano meno esposti ai contesti di contagio, un’altra più probabile spiegazione è che il loro organismo risponda diversamente. Il corpo dei bambini potrebbe essere in grado di rispondere meglio all’infezione perché fornito di un sistema immunitario più reattivo – una caratteristica che si perde dopo i 50 anni. In passato, i bambini sono sembrati protetti anche da altri coronavirus. Durante l’epidemia di SARS che dal 2002 al 2003 interessò oltre 8000 persone, uccidendone 774, furono soltanto 80 i casi di contagio certificati tra i bambini, e 55 quelli sospetti. Nessun bambino o adolescente morì per la SARS, e solamente uno trasmise il virus a un’altra persona. Durante le epidemie di MERS (un’altra infezione da coronavirus) in Arabia Saudita nel 2012 e in Corea del Sud nel 2015, la maggior parte dei bambini contagiati non sviluppò mai sintomi. Una cosa è certa, il Corona virus non manifesta una mortalità superiore a Ebola e Sars ma è molto più contagiosa.

Misure preventive

“In attesa di ulteriori studi clinici, è importante applicare anche ai bambini tutte le misure di prevenzione e igiene consigliate dalle autorità sanitarie, sia nelle zone interessate dal contagio che in quelle ancora esenti.” Sempre l’Unicef ci indica di rispettare le norme igieniche dettate per i più grandi anche per i più piccoli. Un altro suggerimento utile è quello di spiegare ai bambini ciò che sta avvenendo intorno a loro. “Non ricevere spiegazioni dagli adulti in un contesto di tensione ben percepibile rischia infatti di generare un’ansia ancora maggiore rispetto a quella che può generare una consapevolezza ben gestita”.

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