La percezione del tempo nei bambini

Data di pubblicazione:28 Dicembre 2020
By Mancini

Tempi dilatati o alterati? Scopriamo di più

I bambini hanno la percezione esatta del tempo? Sarà capitato a tutti voi di sentirli arrancare nell’individuare la collocazione giusta di un giorno, era “ieri”, o “domani”? Era “tanto tempo fa” eppure era solo due giorni fa. Spesso per noi adulti le giornate sembrano volare mentre per i più piccoli sembra che le giornate siano interminabili. Come mai? Scopriamo che senso del tempo posseggono i più piccoli e come evolve durante la crescita.

I bambini e il tempo

I neonati non hanno nessuna cognizione del tempo, né delle diverse fasi della giornata. Ne sono una prova evidente le fasi del sonno e della veglia che spesso sono invertite. A dettare il tempo sono i bisogni interni come la fame e il sonno. Si parla in questi casi di cicli biologici, che sono diversi dai ritmi dell’adulto, dettati da cicli geologici. Per i primi 2 anni avere un’idea del tempo e della giornata è impossibile per un bambino. Dire ad un bimbo di quella età: “Aspetta un attimo”, equivale a non comunicare affatto in quanto non dispone degli strumenti per comprendere che a breve verrà supportato o raggiunto. Si tratta dello stesso meccanismo per il quale difficilmente tollererà ogni tipo di attesa: qualunque cosa voglia vorrà ottenerla immediatamente. L’unico tempo che percepisce è quello presente.

Come guidarli nella percezione del tempo

Se è bene rispettare il punto di vista dei più piccoli anche se è irreale, è altrettanto fondamentale condurli progressivamente verso la comprensione di concetti come “importante” e “urgente”. Si tratta di parole che servono a indicare anche le conseguenze delle azioni, di cui il bambino piccolo non ha ancora cognizione. Purtuttavia è anche importante dare il tempo necessario al bambino per adeguarsi all’idea. Imporre costantemente i propri orari non aiuta è bene assecondarli per cercare di vivere anche con maggiore rilassatezza il tempo insieme. Solo al secondo anno d’età si sviluppa un’idea rudimentale del senso del tempo. Iniziano le prime percezioni del tempo passato e del futuro, è conscio di un evento avvenuto “ieri” e che “domani” indica un evento che ancora deve verificarsi. Eppure non è assolutamente in grado di distinguere qualcosa di avvenuto il giorno precedente o nelle settimane precedenti. Tutto diventa ieri! Il modo in cui il bambino avverte lo scorrere del tempo è ancora determinato dalle cose che fa durante il giorno. Alzarsi al mattino e andare a scuola, rientrare e andare a letto. Usare spesso riferimenti al tempo parlandogli, potrà aiutarlo a capire concetti come “tra poco è pronto”, “stasera usciamo”, etc.

Quando il bambino acquisisce un’idea precisa del tempo?

Perché tuo figlio sviluppi un’idea realistica del tempo sarà necessario attendere i sei – otto anni.  Molto della sua percezione resterà legato ai ritmi del nucleo familiare e della sua organizzazione temporale. Resta il fatto che da adulti si ha la sensazione che il tempo passi velocemente, mentre da piccoli sembra non passare mai, perché? Una delle spiegazioni fornite dagli scienziati è il rapporto percezione del tempo/esperienza. Quando si è bambini, infatti, tutto è nuovo e lo scienziato Adrian Bejan, ha ipotizzato che il tempo di cui facciamo esperienza rappresenti i cambiamenti da noi percepiti negli stimoli mentali. In sostanza, il tempo percepito è in stretta relazione con il numero e la frequenza delle immagini che il nostro cervello elabora. Nei bambini queste esperienze con la novità sono maggiori. Negli anni, infatti, rallenta anche l’elaborazione da parte del cervello dovuta all’assenza di novità. Il risultato finale è che, vedendo meno nuove immagini nello stesso lasso di tempo, più si è adulti più si ha la sensazione che il tempo passi più velocemente. Curioso vero?  

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