Iperconnessione e i “custodi digitali”

Data di pubblicazione:10 Giugno 2021
By Mancini
Si chiama “Custodi digitali” il progetto italiano, nato in Friuli, che potrebbe coinvolgere tutta Italia. È dall’incontro tra pediatri che si sviluppa la necessità di affrontare un problema ormai evidente. Parliamo dell’iperconnessione che non riguarda più soltanto gli adolescenti, che tra i 13 e i 17 anni che, complice la Dad, hanno trascorso in un anno dalle 5 alle 6 ore davanti a uno schermo. Anche piccoli e piccolissimi ne stanno vivendo le stesse situazioni. Proprio per questo in Friuli, è nato un progetto innovativo che potrebbe guidare anche altre regioni italiane.

Il progetto “Custodi digitali”

“Custodi digitali” è una rete ramificatissima di pediatri che incontrano quotidianamente sul territorio migliaia di famiglia. Lo scopo è quello di guidarli verso un uso dei dispositivi elettronici più consapevole per i propri figli. Il progetto parte con la somministrazione di alcune schede scaricabili dal sito https://custodidigitali.site/. Queste vengono poi esaminate dai pediatri durante le diverse visite filtro. Parliamo, in questo caso, di visite simili ai classici “bilanci di salute”, 5 nel primo anno di vita del bambino, poi 2 all’anno fino ai 14 anni. “Ai genitori di bimbi appena nati, per esempio, spieghiamo il valore dell’allattamento. – Spiega Franca Ruta, pediatra di famiglia nel distretto delle Dolomiti friulane – lo scambio di sguardi tra madre e bambino è fondamentale nello sviluppo. Il telefono non deve esistere in quel momento. Così come, tra i 6 e i 12 mesi, telefoni e televisione devono essere banditi dal pasto. I piccoli devono imparare ad apprezzare e conoscere il cibo, non ignorarlo”. I numeri danno ragione a questa brillante intuizione: 33 finora i pediatri coinvolti, che incontrano in media 5 famiglie al giorno per le visite filtro. Un totale di 165 famiglie che in un mese diventano 5mila, in 6 trentamila. “Presenteremo il progetto in questi giorni al convegno nazionale della Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (Sicupp). – Annuncia la vicepresidente Flavia Ceschin –. Il suo punto di forza è vedere nel pediatra, finalmente, anche un educatore: una figura coinvolta nel percorso educativo del bambino, non solo nella sua cura ma anche nella prevenzione. Lavorare sul territorio, mettendo in rete la sfida di quella prevenzione, è il salto che dovremmo fare anche a livello nazionale. Questo è solo l’inizio.”

Una guida verso una buona genitorialità digitale

Seppure il mondo di internet sia ormai intervenuto in maniera pervasiva nelle relazioni familiari, a scuola e tra amici, è bene prestare particolare attenzione a preservare la socialità “reale” dei più piccoli. È questo che rende necessario un approccio interdisciplinare che coinvolga le scuole e gruppi di genitori. Non solo, sarebbero necessari anche percorsi formativi per gli insegnanti. Scopo del progetto è quello di sviluppare una buona genitorialità digitale cercando un equilibrio tra il divieto e la limitazione. Il genitore, guidato dal medico può accompagnare il proprio figlio verso l’uso consapevole dei dispositivi digitali. Secondo gli esperti, infatti, il divieto e la limitazione non bastano anzi possono essere percepiti come eccesso di sorveglianza da parte dei genitori e sviluppare frustrazione. La strada che questo progetto traccia è quello che porta ad un’autonomia del bambino nel lungo periodo. È bene che i genitori conoscano le opportunità che la rete può offrire ai propri figli (formative e relazionali) ma che indaghino anche il mondo digitale. È proprio attraverso la conoscenza che si può gestire senza ansia il fenomeno della iperconnessione. Ecco perché i “Custodi digitali” puntano tutto sul dialogo, elemento centrale della mediazione attiva in cui genitori e figli si possano confrontare.

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