Disforia di genere, cosa sapere

Data di pubblicazione:20 Agosto 2021
By Mancini
Anche nei bambini può manifestarsi la disforia di genere. Si tratta di una forte e persistente identificazione col sesso opposto che genera ansia, depressione, irritabilità e una spinta a vivere e vestirsi come il sesso opposto. Le persone con disforia di genere si sentono vittime di un errore della natura, imprigionati in un corpo che non sentono loro. Diagnosticare una disforia di genere necessità di alcuni criteri specifici ed, in genere, è effettuata da uno psicoterapeuta.

Sesso e genere, le differenze

Il sesso attiene all’aspetto biologico personale: maschio, femmina o intersessuale. L’identità sessuale, invece, si riferisce al sesso dal quale si è attratti, mentre il genere è il ruolo vissuto nella società (essere un ragazzo, una ragazza, un uomo o una donna). L’identità di genere è del tutto soggettiva. Si fa riferimento con questa espressione alla consapevolezza di appartenere a un certo sesso: maschio, femmina, transgender o non binario.

Quando il bambino si sente bambina

Nella cultura occidentale la tendenza della bambina ad essere mascolina non è vissuta come un segnale di disforia di genere. Al contrario, è meno accettato, ed anche osteggiato, il bambino che assume comportamenti femminili o “effeminati”. Spesso, però, questi atteggiamenti non sfociano in una disforia di genere bensì fanno parte del normale sviluppo. Parliamo di bambini che fanno giochi “da femmine” o si travestono da donna. La non conformità di genere nei bambini non è considerata patologica e di norma non dura nel tempo. Diversamente, ragazzi con non conformità di genere persistente hanno più possibilità di identificarsi come omosessuali o bisessuali da adulti.

Disforia di genere, cosa sapere

Se nella maggior parte delle persone vi è corrispondenza tra sesso biologico identità di genere e ruolo di genere, i soggetti con disforia di genere sperimentano una incongruenza. Questa si verifica tra quello che è il loro sesso e quella che è la loro identità di genere (come si sentono veramente). L’incongruità non è una malattia, tuttavia può diventarlo quando la discrepanza percepita causa un disagio o una disabilità significative. Depressione, ansia e isolamento sociale, sono alcune delle forme di disturbo più comuni in chi vive questa esperienza. La diagnosi di disforia di genere, quindi, viene effettuata non già sulla presenza di questa incongruità, bensì sui disturbi ad essa associati. Le persone con grave disforia possono presentare sintomi gravi e sentire come necessario un cambiamento fisico che li ponga il più vicino possibile alla loro identità.

Disforia di genere, cosa ci dice la scienza

I fattori biologici, come il complemento genetico e l’ambiente ormonale prenatale, determinano in maniera decisiva l’identità di genere. Detto in parole povere, si nasce con questa incongruenza, non lo si sceglie: alcuni studi di imaging del cervello, infatti, mostrano differenze funzionali e anatomiche nelle persone disforiche di genere. Si è dimostrato, infatti, che queste differenze celebrali sono coerenti con il genere percepito (identità di genere) invece che con il sesso di nascita.

Disforia di genere nei bambini, i segnali

La disforia di genere infantile si presenta già intorno ai 2 o 3 anni d’età, i primi segnali sono:
  • Un forte desiderio di appartenere o l’urgenza di essere dell’altro genere (o qualche altro genere)
  • Una forte preferenza nel vestirsi con abiti tipici del sesso opposto e, nelle ragazze, resistenza all’utilizzo di abbigliamento tipicamente femminile
  • Una forte preferenza per lo scambio di ruoli sessuali quando si gioca
  • Una forte preferenza per giocattoli, giochi e attività tipiche dell’altro genere
  • Una forte preferenza per compagni di gioco di altro genere
  • Un forte rifiuto di giocattoli, giochi e attività tipiche del genere che corrisponde al sesso di nascita
  • Una forte avversione verso la propria anatomia (rifiuto dei genitali)
  • Un forte desiderio nei confronti delle caratteristiche sessuali dell’identità di genere percepita.
L’Incongruità marcata, tra sesso di nascita e identità di genere percepit,a deve durare ≥ 6 mesi e, RIPETIAMOLO, per una diagnosi di disforia è necessario anche che si sviluppi un disturbo psicologico connesso o una compromissione funzionale. Vale la pena ribadire che di per sé la disforia non è una malattia. Per i maschi, in particolare, la pubertà rappresenta un evento drammatico che può portarli a richiedere trattamenti somatici femminilizzanti. Tuttavia, una valutazione di disforia di genere non è precoce ma avviene solo intorno ai 6-9 anni e solo una minoranza di questi bambini rimane disforica da adulta.

Mai forzare un bambino disforico

Il genitore deve essere molto bravo a capire se la richiesta di appartenere al sesso opposto sia solo il modo di avere un vantaggio: avere gli stessi privilegi del fratellino o della sorellina, ad esempio. È necessario dunque comprendere, anche con il supporto di uno psicoterapeuta infantile, se questa disforia è presente. L’ascolto, l’osservazione e l’accoglienza sono i modi migliori per cogliere l’intensità della necessità manifestata. Sicuramente è stato unanimemente riconosciuto che i tentativi di costringere il bambino ad accettare il ruolo di genere assegnato alla nascita è traumatico e fallimentare. La modalità di trattamento predominante sono il supporto psicologico e la psicoeducazione per i bambini e i loro genitori. Il percorso da fare è quello di una accettazione della condizione del figlio che si opponga alla concezione della disforia come patologia. Questo approccio affermativo supporta il bambino permettendo a volte una transizione sociale prima della pubertà. In ogni caso, prima dell’adolescenza non vi è alcuna indicazione per un intervento medico o chirurgico in bambini con disforia di genere.

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