Pavor nocturnus cos’è e come si manifesta

Data di pubblicazione:10 Dicembre 2021
By Mancini
Il bambino si sveglia nel cuore della notte, urla, suda ha gli occhi sbarrati e sembra preda di un terribile incubo.  Non c’è modo di calmarlo, anzi sembra assente, come se non fosse totalmente cosciente. Questa condizione si può manifestare nei bambini dai due anni in poi e può generare nel genitore ansia e preoccupazione. Iniziamo subito col dire che si tratta di un disturbo assolutamente benigno che non deve generare allarme. Scopriamo di più su questo misterioso esempio di parasonnìa che colpisce i più piccoli.

Pavor nocturnus quando compare

Il terrore notturno è un disturbo del sonno piuttosto frequente, ne soffre il 3% dei bambini, un po’ meno nelle bambine e compare fra i 2 e i 12 anni. SI tratta di una parasonnìa che tende a scomparire in adolescenza e non è assolutamente di tipo patologico. Non esistono, infatti, correlazioni neurologiche, psicologiche, affettive o relazionali né si avranno conseguenze nel tempo. Il pavor nocturnus si verifica durante il sonno profondo, in generale nel primo terzo della notte. Il bambino non ha alcuna memoria di quanto gli accade e al risveglio apparirà tranquillo.

Come si manifesta e quanto dura il terrore notturno

Le crisi di pavor nocturnus si manifestano in maniera violenta: tuo figlio urlerà all’improvviso nel cuore della notte, potrà avere gli occhi sbarrati, o chiusi, il respiro apparirà corto e le pupille dilatate. Tachicardia e sudorazione potranno comparire, come agitazione, irrigidimento e pianto. Quello che caratterizza il terrore notturno è il fatto che il bambino appare lontano dal mondo, immerso in uno stato di incoscienza dal quale è meglio non destarlo. Non è possibile comunicare con lui e, se sollecitato, può avere un peggioramento dei sintomi. La crisi dura dai 10 a 30 minuti alla fine dei quali il bambino crollerà tra le braccia di Morfeo come se nulla fosse accaduto. In realtà non ha mai smesso di dormire.

Pavor nocturnus cosa fare?

Come abbiamo detto il terrore notturno si manifesta nella fase di sonno non-REM, o sonno profondo. Non parliamo, quindi, di un sogno che avviene solo nella fase REM. Si tratta, infatti, solo del risultato di un’attivazione del sistema limbico, che gestisce le nostre emozioni, probabilmente dell’amigdala, che non ha alcuna relazione con il vissuto e si manifesta in maniera del tutto incontrollata. Quando tuo figlio sembra essere preda del pavor notturno non devi fare assolutamente nulla, tranne aspettare che passi. Come coi sonnambuli, bisogna solo stare attenti ed evitare che possa farsi male. Soprattutto, è bene non svegliarlo, ciò causerebbe nel bambino un trauma. La cosa migliore da fare è parlargli con voce tranquilla e toni bassi. Ricorda che se nella fase REM abbiamo sogni e ricordi dei sogni, nel sonno profondo questo ricordo non c’è. Cercare di riportarlo allo stato cosciente non serve, né raccontarglielo al risveglio. Bisogna solo armarsi di pazienza ed aspettare che la crisi passi. Non si verificano ogni notte, per cui non temete di passare mesi insonni, crescendo il disturbo andrà scomparendo.

Leave a comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: