Cosa sono i dsa: bambini e disturbi dell’apprendimento

Data di pubblicazione:28 Febbraio 2022
By Mancini
L’ingresso alle scuole elementari rappresenta un tassello molto importante nella vita di ogni bambino. Finalmente i bimbi possono mettere da parte i giocattoli per approcciare a scrittura, lettura e calcolo. Per un bimbo piccolo che è appena entrato in questo mondo, riuscire piano piano a fare calcoli o anche a replicare lettere dell’alfabeto può essere molto gratificante. Ci si sente capaci ed intelligenti, ci si sente bravi e si riceve quella dose di approvazione di cui ogni bambino avrebbe bisogno. Essere avviati al sistema scolastico nel modo giusto è fondamentale per riuscire a confermare ed accrescere l’autostima del bambino. Purtroppo, però, non per tutti l’esperienza è semplice e senza intoppi: potrebbe succedere che un bimbo abbia difficoltà a scrivere, leggere o fare calcoli. Potrebbe succedere che sia lento rispetto alla classe, che non riesca a riconoscere lettere e numeri o ancora che non riesca a fare i conti correttamente. Fino a pochi anni fa, più precisamente fino al 2010, non si era data la giusta attenzione a questo tipo di difficoltà. I bambini venivano definiti svogliati o poco attenti, e si cercava in ogni modo di correggere i loro errori con la disciplina.

DSA: ecco cosa sono

Nel 2010 qualcosa è cambiato: i DSA sono finalmente diventati una patologia riconosciuta dal sistema sanitario nazionale. Se non sai di cosa parlo non sentirti smarrito, te lo spiego subito. I DSA, o disturbi specifici dell’apprendimento, sono una patologia che colpisce prevalentemente i bambini in età evolutiva. Si tratta di difficoltà specifiche, appunto, nello svolgimento dei vari compiti legati all’apprendimento e alla compitazione. Avere un DSA non è quindi mai sinonimo di ritardo cognitivo, ma semplicemente è il segno che il funzionamento delle sinapsi cerebrali non è mai lo stesso per tutti. I disturbi specifici dell’apprendimento possono essere di varia natura e riguardare diverse aree dell’apprendimento.

DSA nei bambini: ecco come riconoscerli

I DSA si suddividono in: Disortografia difficoltà nella corretta applicazione delle regole ortografiche. Il bambino può avere difficoltà a riconoscere le doppie oppure a distinguere consonati simili tra di loro. Disgrafia: questo tipo di DSA risulta essere leggermente più superficiale della precedente. SI tratta di una difficoltà specifica nell’ortografia. Chi è affetto da questo tipo di disturbo non riesce ad avere un’ortografia leggibile e a rispettare il rigo e la pagina. Discalculia: difficoltà nel riconoscere le grandezze e nell’eseguire anche i calcoli matematici più semplici. Dislessia: difficoltà nella lettura e più in generale nella codifica veloce di testo scritto.

Segnali, diagnosi e cura: come affrontare i DSA

All’inizio è difficile riconoscere questo tipo di disturbo, ma ci sono dei segnali da cogliere per capire se un bambino ha questo tipo di difficoltà, ma tutto dipende dall’età. In base all’età dei bambini la cosiddetta sintomatologia dei disturbi può essere differente:
  • I bambini dai 3 ai 5 anni hanno difficoltà a ricordare le filastrocche in rima e potrebbero sbagliare la pronuncia di alcune parole.
  • I bambini dai 5 ai 7 anni sono quelli che hanno appena cominciato le scuole elementari: questi bambini hanno difficoltà nella scrittura e nella lettura. Più in generale, si può notare che le capacità di apprendimento sono ridotte e molto più lente.
  • Dai 12 anni in su si può notare invece la difficoltà ad esprimersi e a fare discorsi lunghi, oltre ad un vocabolario molto scarno.
Se un bambino manifesta anche solo una di queste problematiche, deve essere seguito ed incoraggiato. Si tende spesso, purtroppo, ad umiliare gli studenti che non riescono a mantenere le prestazioni dei loro compagni.   Questo atteggiamento è molto deleterio: non bisogna far sentire i bambini inferiori o incapaci, ma piuttosto supportarli e aiutarli a trovare un compromesso con le loro difficoltà. Ma come si diagnostica un DSA? Al primo segnale difficoltà, bisogna rivolgersi ad un esperto di questo tipo di disturbi che potrà sottoporre il bambino a test specifici in grado di individuare il tipo di disturbo e la gravità dello stesso. Una volta ricevuta la diagnosi, si potranno attuare misure compensative o dispensative, per fare in modo che il bimbo possa sentirsi compreso e tutelato. Ricorda: nessun bambino è stupido, siamo solo tutti diversi

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