A che età parlano i bambini?

Data di pubblicazione:04 Maggio 2022
By Mancini
A che età parlano i bambini? E’ un interrogativo frequente che nel corso dell’articolo noi di Mancini junior proveremo ad approfondire. Veder crescere un bambino è sempre un’emozione unica e indescrivibile. Seguirne i progressi e vederlo diventare, giorno dopo giorno, sempre più consapevole di quello che lo circonda. Quando i suoi occhi vispi cominciano a muoversi in direzione della voce che sente è una sensazione che pochi possono capire. Il momento più bello nella vita di un bimbo (e di un genitore) è sicuramente quello in cui comincia ad emettere i primi suoni. I primi urletti, la lallazione, i suoi primi tentativi di parola. Il rapporto dei bambini con il linguaggio comincia però ancor prima di venire al mondo. Quando nella pancia della mamma, i piccoli cominciano a sentire il suono della sua voce. Più avanti imparano a comunicare attraverso il pianto. Se stai per diventare genitore imparerai con il tempo che i pianti non sono tutti uguali. Ogni pianto ha la sua sfumatura, il suo proprio significato e il tuo ruolo prima che il bimbo impari a parlare sarà quello di interprete.

A che età parlano i bambini: dai vagiti alle prime parole

Partiamo col dire che lo sviluppo di ogni bambino è un percorso unico e personale. Rispondere alla domanda a che età parlano i bimbi proprio per questo non sarà facile. Può aiutare non fare paragoni e non ascoltare le altre mamme vantarsi di come i loro figli abbiano una fantastica parlantina o siano super intelligenti. Vivi i progressi del tuo bambino con la massima serenità senza forzarlo troppo! Non c’è un’età giusta per lo sviluppo del linguaggio. Ognuno ha i suoi tempi, ma i primi tentativi di pronunciare una parola, si hanno quando si sta per spegnere la prima candelina. Questo è il periodo ideale per incoraggiarlo. Vediamo come. 

Consigli per stimolare il linguaggio

Per stimolare la proprietà di linguaggio del tuo bambino abbiamo preparato una short list con qualche consiglio utile:
  • Non usare nessuna abbreviazione e chiama le cose con il loro nome, per aiutarlo a ricordare il nome preciso degli oggetti che vede.
  • Parlagli guardandolo il più possibile negli occhi, per fare in modo che possa leggere bene le labbra e capire meglio quello che stai dicendo.
  • Se cerca di farti capire cosa vuole solo indicandolo, tu non darglielo subito: trasforma tutto in un bellissimo gioco in cui lui deve indovinare come si chiama quell’oggetto se vuole averlo davvero. Cosi si sentirà stimolato a provare a dire anche le parole che non conosce bene, pur di ottenere quello che vuole.
  • Se sbaglia la pronuncia di una parola non correggerlo subito, potrebbe mortificarsi e sentirsi umiliato. Piuttosto prova a pronunciare, in una frase, quella parola nel modo giusto, cosi che lui o lei possa ricordarsi la pronuncia corretta.
Seguendo questi consigli, intorno ai 3 anni il tuo bimbo dovrebbe aver sviluppato una buona proprietà di linguaggio, che si evolverà piano piano anche attraverso la frequentazione delle scuole e di altri suoi coetanei.

Difficoltà del linguaggio nei bambini: quando preoccuparsi?

Se con il passare del tempo dovessi renderti conto che il tuo bimbo ha difficoltà nell’articolare alcune parole, non allarmarti subito. Può succedere che alcuni bambini sviluppino le loro capacità di linguaggio più tardi rispetto ai loro coetanei. Se però noti che queste difficoltà persistono, vale la pena approfondire la questione. Il ritardo di linguaggio nei bambini è in realtà qualcosa di molto comune, più di quanto si pensi. Se tuo figlio parla poco o male quindi, non farti prendere dal panico. Continuare a pensare “mio figlio non parla” farà solo male a te e al tuo bambino che si sentirà pressato dalle tue aspettative sulle sue capacità.

Diagnosi e cura

Come si diagnostica un ritardo del linguaggio nei bambini? Se a tre anni conosce meno di 100 parole e non riesce ad esprimersi come vorrebbe, potrebbe avere un problema del linguaggio. Se hai qualche dubbio a riguardo il nostro consiglio è sicuramente quello di rivolgersi ad un professionista per ottenere una diagnosi. I problemi del linguaggio nei bambini possono essere causati sia da difficoltà morfologiche (sordità o difficoltà anatomiche) sia da difficoltà a livello psicologico e/o emotivo. Richiedere una diagnosi significherà avere un quadro chiaro della situazione e poter intervenire in modo tempestivo senza traumi. Una difficoltà di linguaggio non può e non deve pregiudicare il benessere mentale di un bambino. A tutto c’è una soluzione, basta saper chiedere aiuto.

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